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“Un ottimista come colui che trova opportunità in ogni difficoltà, mentre un pessimista come colui che trova difficoltà in ogni occasione.” Abraham Lincoln

Quale relazione c’è tra ottimismo/pessimismo e come influenza la nostra vita?

Per esempio, uno studio condotto sui alcuni nuotatori, ha dimostrato come tra due prove cronometrate, solo i nuotatori che aveva ottenuto un feedback positivo avevano migliorato il loro tempo rispetto alla prima prova, mentre quelli che l’aveva ricevuto un feedback ‘falsamente negativo’, l’avevano significativamente peggiorato.

Come valutare quindi l’ottimismo di un individuo?

Un modo per valutare l’ottimismo è osservare gli stili esplicativi. Ovvero il modo in cui un individuo spiega le proprie esperienze, tanto i successi quanto gli insuccessi. A questo proposito ci sono tre elementi da considerare:

  1. L’evento in questione (successo o fallimento) è percepito come qualche cosa di temporaneo o permanente/stabile?
  2. La frequenza dell’evento. Se è considerato un evento isolato o pervasivo/generale?
  3. L’attribuzione dei fattori. Ovvero se è attribuibile a fattori esterni (ambientali) oppure a fattori interni (personali)?
  • L’ottimista interpreterà un evento a lui favorevole come se il merito fosse in primo luogo suo e come se potesse durare nel tempo ed essere quindi stabile. Un evento sfavorevole, al contrario, viene da lui visto come qualcosa che non è dipeso da lui, di portata ben circoscritta e del tutto accidentale e temporaneo.
  • Il pessimista pensa in modo esattamente opposto: considera indipendente da lui, circoscritto e temporaneo l’evento a lui favorevole; colpa sua, di portata vasta e di lunga durata l’evento a lui sfavorevole.

L’importanza di mantenere un atteggiamento ottimista non si limita al solo ambiente sportivo.

A maggior ragione, in questo momento così complicato in cui ci sentiamo impotenti e senza possibilità di scegliere di fronte a quanto sta succedendo, sapere mantenere un atteggiamento positivo è fondamentale. I burnouts derivano proprio dalla sensazione di non poter risolvere i problemi che in questo momento ci affliggono e per cui ci sentiamo bloccati. E’ così ha inizio un ciclo di pensiero pessimistico.

Così come lo sport ti insegna a lottare verso un obiettivo finale anche quando le cose si fanno difficili, oggi la sfida sta nel contrastare la voce nella nostra testa che dice “questo non migliorerà mai” oppure “questo sta rovinando tutto e non c’è nulla che io possa fare”. Comincia a praticare un approccio più ottimista verso la realtà. Inizia a vedere i problemi di adesso come temporanei, prova a guardare oltre il presente (non troppo!) e cerca l’opportunità in ogni difficoltà.

Luca Borreca

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