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“Quanto più capisci te stesso, tanto più capirai il mondo.” (Paulo Coelho)

Il World Economic Forum ha stilato una lista delle 16 “skills” del ventunesimo secolo.

Fra queste un posto di primo piano viene assegnato al Pensiero critico/Problem solving, inteso come “abilità di identificare e ponderare situazioni, idee e informazioni per formulare risposte e soluzioni”.

Ovvero?

Il pensiero critico è il pensiero che conosce i sui “limiti” di funzionamento e corre ai ripari. Provo a farti un esempio pratico. Quando c’è in gioco qualcosa di importante o di significativo per te (cambiare lavoro, cambiare vita o decidere per la strategia di gara migliore), prendi il giusto tempo per pensare: valuti i pro e i contro, provi ad immaginare scenari possibili e ne valuti le possibili conseguenze. Insomma, pensi criticamente. Il problema è che non abbiamo nella nostra dotazione naturale gli strumenti per esserlo in maniera sempre efficiente o adeguata.

William Golding ha classificato le capacità di pensiero critico in tre gradi. Per farti capire la differenza tra i diversi livelli, prenderò come esempio la dicotomia tra covid-19 vs running.

Pensiero critico di terzo grado

Il pensiero di terzo grado è spesso pieno di pregiudizi inconsci, ignoranza e ipocrisia. Se prendiamo come esempio il running oggi, questo pensiero lo possiamo paragonare a tutte le definizioni e a tutti i giudizi dati, detti, urlati, scritti e insultati ai ‘runners untori‘ di covid-19.

Pensiero critico di secondo grado

Il pensiero di secondo grado è il rilevamento di contraddizioni. E’ un pensiero in grado di distruggere, senza avere il poter di creare. E’ un pensiero privo di contenuto.  Tornando al running, distrugge la corsa, lo sport all’aperto e i benefici dell’attività fisica in generale, senza dare alcuna prova concreta della loro effettiva ‘colpa’ e senza accettare il contraddittorio, è tipico del pensiero di secondo livello, ovvero della critica a prescindere.

Pensiero critico di primo grado

E’ il grado più alto di pensiero, la forma più nobile. E’ il pensiero che ti fa chiedere: “Qual è la verità?” e ti mette alla sua ricerca per trovarla. Se prendiamo il running e lo sport più in generale, è il chiedersi cosa ci sia di vero, è il documentarsi scientificamente, è l’informarsi adeguatamente, accettando le disposizioni date dal legiferante e rispettarle. E’ cercare il perché di tale situazione e trovare possibili soluzioni per migliorare nel futuro.

In sostanza, essere pensatori critici comporta il fermarsi prima di dare un giudizio ed esaminare razionalmente le prove, i pro e i contro; il pensare a ipotesi e possibili linee di azione alternative e, infine, valutarle.

Purtroppo la prospettiva attuale, dal mio punto di vista, è decisamente pessimistica. Siamo circondati da pensatori di terzo grado e, purtroppo, saranno sempre la maggioranza.

Per evitare però che questo accada, ecco tre consigli per imparare a pensare criticamente:

  1. essere informato, ovvero trovare e valutare le informazioni necessarie prima di esprimere un’opinione;
  2. saper ragionare e argomentare perché il ragionamento è il motore dell’apprendimento umano e argomentare significa prendere consapevolezza logica dei fatti;
  3. imparare a comprendere e valutare ragionamenti e argomentazioni propri e altrui.

In conclusione, il “pensiero critico” non lo si può inoculare, ma lo si apprende attraverso l’errore, lo sbaglio, il fallimento, rendendosi conto dei propri limiti cognitivi, diventando consapevoli, quindi, di sé stessi. E’ un processo di crescita che passa attraverso la capacità di analizzare, affrontare i problemi e proporre soluzioni adeguate.