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“Chi conosce gli altri è sapiente; chi conosce sé stesso è illuminato.” (Lao Tzu)

“Conosci te stesso”. Questa è la scritta che campeggiava sul tempio del Dio Apollo a Delfi.

Per secoli, questo epiteto, ha influenzato i più importanti pensatori della cultura occidentale: da Socrate a Platone, da Kant a Nietzsche. E chissà quante volte, guardandoti allo specchio, ti sei chiesto: io chi sono?

Nella confusione e nella frenesia della vita quotidiana, i tanti sé di cui sei fatto vivono tranquillamente e rimangono inascoltati. Ma è quando si è soli, che queste voci diventano sempre più forti e non puoi più fare finta di non sentirle.  E’ in quel preciso momento che vengono fuori tutti i sé di cui siamo fatti, a cui oggi, cercheremo di dare un nome.

Il primo sé di cui vogliamo parlare, è il sé esploratore.

Lui è caratterizzato dalla curiosità ed è sempre alla ricerca di cose inesplorate. E’ un sé certamente positivo, che ha fiducia nel futuro e sa che, con costanza e dedizione, può fare qualsiasi cosa. E’ il sé che ti sprona nelle difficoltà, ti da il coraggio di provare e di vedere il lato positivo delle cose. 

Il secondo sé, è quello prudente.

Lui è felice nella sua zona di comfort e vive nel solco che ha tracciato nel corso degli anni. Trova sempre un alibi e vive nelle false convinzioni che negli anni ti sei creato. Però è il sé che per primo vede il pericolo, quindi, per certi versi, utile quanto il sé esploratore.

Allora che fare quando questi due sé dialogano tra loro? Lasciare che si sfoghino e ascoltare se stessi. Quante volte hai sentito dire questa frase e quante volte lo hai fatto? Poche, di certo. Ma da oggi, grazie ai due consigli che troverai qui di seguito, potrai iniziare a farlo.

Il primo passo è quello di iniziare a conoscere te stesso.

In che modo? Dedicati del tempo e impara a praticare il sano egoismo. Se non ti dedichi del tempo per conoscerti, per fare le cose che ti piacciono, perderai un’importante parte di te stesso. Se non sei una persona in pace con te stesso, non potrai mai esserlo con gli altri. Se senti che le persone o l’ambiente che ti circondano, ti stanno portando via qualcosa e questo qualcosa è il tempo che puoi dedicare a te stesso, cambia prospettiva e dedicati il tempo che ti meriti.

  • Per esempio, il sano egoismo di Ivana è dato dalle sue imprese. In quei momenti, quando corre in solitudine, lei smette di essere madre, moglie e qualsiasi altro stereotipo le venga affibbiato, ed è solo Ivy. Con la sua passione per la corsa e per l’estremo. Io, Luca, il mio sano egoismo lo spendo nello scrivere e nell’allenarmi in momenti in cui gli altri magari lavorano, godendomi la possibilità di rompere gli schemi stabiliti da altri, ma non certamente da me.

Il secondo passo è quello di sentirti.

Dopo che avrai iniziato a conoscerti, l’imparare a sentirti, diventa fondamentale. La tua voce interiore, che ognuno di noi chiama in maniera differente, ti guiderà in tutte le tue scelte. Queste scelte potranno essere giuste, ma anche sbagliate, sicuramente verranno fatte con la consapevolezza di chi ha imparato a conoscere sé stesso. Quindi saranno scelte che avranno un peso specifico differente, rispetto a chi le fa con la superficialità di chi non si conosce.

  • Il nostro consiglio è quello di trovare un tempo e un luogo in cui ascoltare le proprie voci interiori. La voce del sé esploratore, del sé prudente e di tutti gli altri sé che fanno parte di te. Non esiste un tempo o un luogo giusto. Ognuno di noi è fatto a suo modo, ma per tutti noi è importante trovarli.

Ricorda infine che, in un mondo sempre più frenetico e in continua evoluzione, solo chi imparerà a capire i propri meccanismi interni (intelligenza emotiva), saprà rispondere con flessibilità alle nuove sfide che la vita gli presenterà.

 

Luca Borreca

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