“Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo.”(Proverbio arabo)

Questa settimana sul Corriere della Sera on-line è comparso un mio articolo sulla motivazione che occorre per affrontare le lunghe distanze.

Oggi vorrei parlarti di altri due aspetti legati alla motivazione, affrontando il discorso da un altro punto di vista.

E’ opinione comune che per raggiungere grandi traguardi bisogna disporre di una grande motivazione.

Prendiamo ormai per assioma questa affermazione, che neppure ci chiediamo se questo sia vero o sia una semplificazione di un aspetto molto più complicato. La mia idea, è che si abbia una concezione sbagliata della motivazione e di come funzioni realmente.
Per farti capire meglio, ti riporto l’esperienza vissuta nell’ultima impresa di Ivana, ovvero la #whiteultrarun, giro non stop del Monte bianco di corsa.  Nelle 83 ore  e poco più, della durata della sua impresa, decidemmo di tenere una sorta di diario, una road map, in cui segnavamo un pò tutto. Quanto Ivana correva prima di ogni micro sosta, cosa mangiava e beveva, la qualità dei suoi bisogni fisiologici e quanto riposava (in termini di micro sonni) tra una segmento e l’altro di corsa. Non solo. Io mi presi la briga anche di annotare il suo stato emotivo. Eccitazione, dolore, paura, sconforto e motivazione e così via.
Analizzando a posteriori quel diario, che peraltro tenemmo anche nelle altre imprese, il dato più significativo fu che in 83 ore di impresa, solo nelle prime ore Ivana fece segnare segni di piacere, passione e motivazione per quello che stava facendo. Nelle ore successive, le emozioni che lei manifestò erano decisamente contrastanti con quelli iniziali.
Da questa esperienza, abbiamo cercato di approfondire le dinamiche che hanno portato al completamento di questa impresa ultima impresa. E riavvolgendo il nastro, siamo giunti a due importanti conclusioni:
  • La disciplina ha guidato Ivana verso l’arrivo, non la la motivazione.

Lo dimostrano anche diversi studi. Gli individui che raggiungono l’eccellenza, come per esempio gli atleti professionisti, hanno abitudini eccellenti. Per  esempio hanno routine di allenamento quotidiano molto ben definite (orario d’allenamento, regime alimentare, ore di riposo). Al contrario, gli individui dai rendimenti più mediocri sono quelli che si allenano quando capita, se ne hanno voglia e hanno abitudini, per così dire, più ballerine.
La motivazione, da canto suo, è sicuramente un elemento molto forte, ma fluttuante. Dipende da diversi fattori e soprattutto si attiva dopo aver cominciato l’attività.
Se a Ivana, prima di iniziare la sua tappa dell’impresa, le avessi chiesto: ” Quanta voglia hai di correre?”. La sua risposta sarebbe stata “Zero!”. La stessa domanda, posta durante la corsa, avrebbe avuto una risposta completamente opposta, accompagnata da un sorriso che ti avrebbe lasciato spiazzato.
  • La routine quotidiana ha permesso ad Ivana di rimanere focalizzata sull’obiettivo

Sveglia alle 5.00. Primo allenamento alle 5.30. Porta a scuola i ragazzi. Lavoro. Spuntino. Ore 12.00 secondo allenamento. Recupero. Torna a casa. Fai la mamma. Ore 17.30 altro allenamento. E poi, la solita routine fino all’ora del sonno.
La sua poteva essere una nenia, ma ogni santissimo giorno era la stessa potente routine quotidiana.

Allora la domanda che ti faccio è questa. Se dovessi valutare, su una scala da 1 a 10 la qualità delle tue routine quotidiane, che voto gli daresti?

Non conosco la tua risposta, ma la cosa positiva è che puoi lavorare sulle tue abitudini, apprenderne di nuove e quindi migliorare la tua propensione al risultato.

Come fare? Ecco alcuni esempi molto pratici:

– fai esercizio fisico regolarmente (anche a bassa intensità come camminare);
– medita e lavora sulla mindfulness;
– dedica un’ora al giorno a qualcosa che ti arricchisca spiritualmente, mentalmente e fisicamente e che non abbia a che fare con la tua solita routine;
finisci un’attività, non lasciandola incompiuta;
apriti alle novità.
Tutte queste attività, infatti, sono in grado di creare dopamina e attivare tutti i comportamenti di resilienza, focus verso l’obiettivo, passione e perseveranza, fondamentali per la creazione di nuove abitudini.