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Viviamo in un era dove tutto è misurabile.

E c’è chi ne è davvero ossessionato. Con gli smartwatch e le APP sugli smartphone, oramai possiamo misurare tutto. Quanto dormiamo, la nostra frequenza cardiaca, la saturazione dell’ossigeno, i passi fatti durante la giornata. Ci sono APP che monitorano addirittura la nostra attività sessuale.

Effettivamente anche noi diciamo sempre che la misurazione, la misurabilità, è un operazione fondamentale nel raggiungimento dei propri risultati. Si dice che “Se lo misuri, cresce!“. E questa affermazione è vera in molti casi. La cosa sorprendente però, è che spesso il tempo e le energie utilizzate in queste misurazioni poi non portano a nessun cambiamento.

Non è esagerato quindi monitorare, misurare ogni singolo aspetto della propria vita?

La risposta è sì! Iniziare un percorso di crescita personale, significa innanzitutto prendere consapevolezza delle proprie aree di miglioramento, ma se non sei davvero pronto a cambiare, è anche inutile iniziare a misurare.

Mettiamola così, se sei davvero pronto a raggiungere il tuo obiettivo, ad impegnarti, ad essere costante e a perseverare, anche a cambiare strada nel momento in cui ti accorgessi di aver sbagliato, allora il tuo misurare può avere un senso. Allora sì, che misurare le kilocalorie che consumi giornalmente se vuoi dimagrire, acquista valore. Ecco che il segnare i tuoi tempi di allenamento su di un quadernetto, su di un sito piuttosto che utilizzando una delle tante APP, ha più senso se hai deciso che vuoi veramente essere la versione migliore di te stesso.

Se hai deciso di cambiare abitudini, riuscire a visualizzare i tuoi progressi, avere un riferimento quotidiano che riporti la tua attenzione sul cambiamento e condividere la tua esperienza con chi come te vuole cambiare, diventano elementi chiave del tuo processo di cambiamento.

 

Photo by William Iven on Unsplash
Luca Borreca

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