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“Quanto più capisci te stesso, tanto più capirai il mondo.” (Paulo Coelho)

Quante volte ti è capitato di vedere persone legate indissolubilmente a ciò che sono?

Per esempio al mestiere che fanno o al ruolo che rivestono in famiglia e nella società? Forse una volta era un abitudine più radicata nella nostra cultura. Per esempio, essere contadino e tramandarlo alle generazioni successive. Poi l’essere legato alle tradizioni ci ha portato a desiderare il posto fisso, perché i genitori questo volevano per i propri figli (o forse più per loro).

La domanda è: perché siamo abituati a portarci dietro i retaggi trasmessi dai nostri genitori o più in generale, dalla nostra cultura?

Succede perché spesso siamo incapaci di pensare a noi stessi separatamente dalle nostre abitudini. E questo si identifica nel fondere, per esempio, gli strumenti lavorativi con la propria identità. Quindi, se sono un manager non posso lavorare meno di 16 ore al giorno; se sono un medico, non posso non entrare in empatia coi miei pazienti e così via.
Tutto bene, nessuno vuole giudicare qualcuno, ma questa situazione nasconde una profonda verità.
Il successo personale è il risultato di ciò che decidiamo di lasciare andare (vecchi comportamenti/abitudini e strategie non più funzionali) e di ciò che acquisiamo (esperienza, conoscenza, ricchezza). 
Purtroppo lasciare andare è ancora visto come un fallimento. In realtà, le persone di successo abbandonano sempre, ma a differenza degli altri sanno quando abbandonare e cosa abbandonare. 
Per esempio, tu, della persona che sei oggi, delle tue abitudini, della tua vita attuale, cosa devi lasciare andare per diventare la persona che vuoi diventare domani? E cosa, invece, devi acquisire o fare di nuovo, fare diversamente o fare di più? 
Per quanto difficile possa essere rispondere a questa domanda, è il primo passo verso lo sviluppo della capacità decisionale, essenziale per il miglioramento continuo. Il secondo passo è farlo!

Ecco quindi un semplice esercizio da fare per iniziare ad agire da subito.

L’esercizio si chiama “Alza il limite”:
  1. Per prima cosa pensa, a qualcosa che ti infastidisce. In famiglia, sul lavoro o negli atteggiamenti delle persone che ti circondano;
  2. Ora devi stabilire un limite. Il limite dovrà essere concreto. Per esempio “oggi posso sopportare solo 2 critiche dei miei colleghi”;
  3. Il terzo passo è contare. Conta quante volte si verifica l’episodio che ti infastidisce. Stabilito il limite e superato, a questo punto potrai arrabbiarti. Ma solo a limite superato;
  4. Infine prova ad incrementare, settimanalmente, il tuo livello di sopportazione.
Ora la domanda è questa: raggiunto il tuo limite di sopportazione, che scatenerà la tua probabile ira, le cose che ti danno fastidio, cesseranno? La risposta ovviamente è no!

Alzare il limite, ti insegnerà a ridurre le tue emozioni negative e a lasciarle andare.

Immagina gli effetti che può avere una cosa così semplice. Se imparerai a lasciare ad andare le emozioni negative, sarà un primo passo verso la tua serenità e il tuo successo

Luca Borreca

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