Skip to main content

Quanto sei felice?

Hai mai provato a rispondere a questa domanda? E’ appositamente aperta. Stabilisci tu una scala di grandezza e in che forma misurarla.

Qualche giorno fa, abbiamo fatto questa stessa domanda a dei bambini. Uno di loro ci ha risposto “tre gelati”, un altro ha allargato le braccia e ci ha detto “tanto così!” e l’ultimo ci ha risposto “quando faccio il bagno nella piscina della nonna”. Ognuno di loro ci ha dato una sua scala di misurazione. Come dargli torto?

Non esiste una definizione di felicità.

La felicità per molti anni è stata considerata come l’emozione del sorriso. Negli ultimi anni è sempre più vista come una vera e propria competenza da sviluppare e allenare. E a pensarci bene, la felicità non è una sola, ma è fatta di tante cose. Per esempio, si potrebbe misurare in sorrisi che riceviamo e diamo quotidianamente, in attività portate a termine con successo (fosse anche una sola!) o in tempo dedicato a qualcosa che ci piace. 

Quindi si può misurare?

Oramai facciamo classifiche di qualsiasi cosa e proviamo a misurare tutto. Con l’interesse sempre più acceso nei confronti della scienza della felicità, si è provato a misurare la felicità stessa.

Alcuni elementi che influenzano la nostra felicità sicuramente sono venuti in mente anche a te: la salute, la possibilità di vivere (e non sopravvivere) in maniera dignitosa, la libertà. Allargando la visione verso gli altri potremmo individuare l’essere solidali,  avere e dare fiducia, sentirsi parte di qualcosa di più grande. Presi tutti questi elementi e dando loro il giusto peso, potremmo arrivare a un indice indicativo sul grado di felicità individuale.

World Happiness Report

In occasione della giornata mondiale della felicità è stato rilasciato il report annuale sulla felicità, intesa come bene collettivo. La nazione più felice è risultata la Finlandia, dove, il senso di sicurezza personale percepito è rafforzato dal rapporto positivo con l’ambiente e con la comunità circostante, e dalle aspettative e dal credito attribuito ai servizi pubblici e all’istruzione. A guardar bene si tratta di elementi che certo dipendono dalle impressioni soggettive, ma sui quali pesano fortemente gli interventi e la presenza di governi.

Quale conclusione?

E’ possibile quindi misurare il grado di felicità di uno Stato, per meglio dire il benessere che ogni cittadino percepisce in base a fattori macroeconomici e sociali. Ma qual è il grado di felicità di ognuno di noi? Il concetto rimane un dato molto soggettivo. Perché la mia felicità è diversa dalla tua. Eppure, ne siamo sicuri, qualcuno riuscirà a stabilire delle linee guida per misurare la nostra felicità.

Vuoi intraprendere un percorso per diventare più felice?

Prova a leggere qualche articolo nel nostro blog e se l’argomento ti ha incuriosito, contattaci!

 

Photo by Denise Jones on Unsplash

 

 

 

 

Luca Borreca

About Luca Borreca