{"id":8216,"date":"2026-07-10T09:17:28","date_gmt":"2026-07-10T07:17:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/?p=8216"},"modified":"2026-07-10T09:17:28","modified_gmt":"2026-07-10T07:17:28","slug":"come-superare-la-fatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/come-superare-la-fatica\/","title":{"rendered":"Tra un respiro e l\u2019altro: la forza della fatica"},"content":{"rendered":"<p><iframe title=\"Tra un respiro e l\u2019altro: la forza della fatica  | Ivana Di Martino | TEDxLegnano\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KDR91Qmsa-4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h1>Oltre il limite: Cosa ho imparato sulla fatica correndo 160.000 chilometri<\/h1>\n<p>C\u2019\u00e8 un paradosso profondo nel trovarsi di fronte a una donna che ha percorso 160.000 chilometri \u2014 l\u2019equivalente di quattro volte il giro della Terra \u2014 e sentirla ammettere che la sua sfida pi\u00f9 grande, in quel momento, \u00e8 restare ferma in equilibrio sui tacchi sopra un &#8220;bollone rosso&#8221;.<\/p>\n<p>Quel cerchio \u00e8 il palco del TEDx, e per <a href=\"https:\/\/www.ivanadimartino.com\/chi-sono\/\"><b>Ivana Di Martino<\/b><\/a>, atleta e &#8220;corritrice di messaggi&#8221;, rappresenta una fatica diversa. Una fatica che non si misura in chilometri, ma in presenza.<\/p>\n<p>Spesso consideriamo la fatica come un segnale di stop, un muro insormontabile che ci ordina di fermarci. Ma \u00e8 davvero solo dolore, o c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 profondo che ci sfugge? Attraverso la sua esperienza estrema, Ivana ci invita a riconsiderare la natura stessa dello sforzo, trasformando la fatica da limite a <b>strumento di evoluzione<\/b>.<\/p>\n<h3>La fatica non \u00e8 un muro, ma uno &#8220;spazio di scelta&#8221;<\/h3>\n<p>Siamo abituati a pensare alla fatica come a una conclusione: quando arriva, le risorse sono finite. Ivana ribalta questa prospettiva. La fatica \u00e8, in realt\u00e0, uno <b>spazio quasi impercettibile<\/b>, un intervallo in cui il corpo conserva ancora un briciolo di energia e la mente \u00e8 chiamata a prendere una posizione.<\/p>\n<p>\u00c8 il momento in cui decidiamo se restare dove siamo o fare un passo avanti. Questa visione \u00e8 contro-intuitiva perch\u00e9 il nostro istinto primordiale interpreta la fatica come un segnale di pericolo. Tuttavia, \u00e8 proprio in questa &#8220;terra di mezzo&#8221; che avviene la trasformazione:<\/p>\n<p>&#8220;<a href=\"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/la-resilienza-si-puo-allenare-attraverso-la-fatica\/\">La fatica non \u00e8 pi\u00f9 solo un limite<\/a>, ma diventa uno spazio in cui puoi scegliere: un passaggio tra un respiro e l&#8217;altro, tra chi siamo e chi vogliamo diventare.&#8221;<\/p>\n<h3>Trasformare il dolore in missione: Correre per gli altri<\/h3>\n<p>La vita di Ivana non \u00e8 stata solo una sequenza di traguardi, ma una serie di collisioni brutali. Problemi cardiaci seri con cinque operazioni e il rischio di un\u2019aritmia fatale; la perdita della madre Matilde, il cui ricordo profuma di <b>pane, burro e zucchero<\/b>; e poi il buio di un\u2019aggressione violenta.<\/p>\n<p>Il racconto di quei momenti \u00e8 viscerale: il sangue che scende lungo il viso impedendo la vista, le mani senza controllo che stringono, la preghiera disperata di chi pensa ai propri figli piccoli. In quel buio, la corsa ha smesso di essere una ricerca di primati personali per diventare un veicolo di luce. <a href=\"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/come-superare-un-momento-di-crisi-e-iniziare-a-realizzare-i-propri-sogni\/\"><b>Avere uno scopo esterno<\/b><\/a> \u00e8 diventato il motore per superare il vuoto.<\/p>\n<p>Ecco come Ivana ha trasformato le sue ferite in imprese:<\/p>\n<ul>\n<li><b>21 volte donna:<\/b> 21 mezze maratone in 21 giorni consecutivi per dire no alla violenza sulle donne.<\/li>\n<li><b>Running for Kids:<\/b> 462 km per i bambini profughi. Un\u2019impresa nata guardando negli occhi bambini della stessa et\u00e0 dei suoi figli, con la paura tatuata nello sguardo.<\/li>\n<li><b>Resista Run:<\/b> 700 km da Ventimiglia a Muggia per <i>Dynamo Camp<\/i>. Un viaggio per passare dal buio del lutto alla luce della speranza.<\/li>\n<li><b>Run for Kids (Milano-Bruxelles):<\/b> 909 km per sostenere il <i>Banco Alimentare<\/i> presso la Commissione Europea.<\/li>\n<li><b>White Ultrarun:<\/b> Il giro del Monte Bianco, 340 km non-stop in 83 ore. Un\u2019impresa titanica che le \u00e8 costata un infortunio all&#8217;anca, risolto con una protesi in <b>titanio e porcellana<\/b>.<\/li>\n<li><b>Run Everesting:<\/b> Da Cortina allo Stelvio, solo in salita, per la <i>Fondazione Umberto Veronesi<\/i>.<\/li>\n<li><b>In Extremis:<\/b> Maratone quotidiane da Capo Nord per sensibilizzare sull&#8217;ambiente.<\/li>\n<li><b>Infinita Bellezza:<\/b> 10 maratone in 10 giorni attraverso l&#8217;Italia.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Il metodo del &#8220;piccolo passo&#8221;: Scomporre l&#8217;impossibile<\/h3>\n<p>Davanti a sfide monumentali, la mente rischia di paralizzarsi. La strategia di Ivana per navigare lo &#8220;spazio di scelta&#8221; \u00e8 di una semplicit\u00e0 disarmante: <a href=\"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/scegli-1-meglio-ieri-potere-dei-piccoli-miglioramenti-quotidiani\/\"><b>scomporre la fatica<\/b><\/a>.<\/p>\n<p><b>Scomponi il tuo obiettivo.<\/b> Non guardare la vetta della montagna se ti mancano centinaia di chilometri. Durante l&#8217;impresa in Norvegia, nel freddo e nell&#8217;esaurimento, Ivana ha smesso di contare i chilometri. Ha iniziato a <b>contare i passi lungo la linea bianca<\/b> della strada.<\/p>\n<p>Un passo dopo l&#8217;altro. Un respiro dopo l&#8217;altro. Scomporre l&#8217;impossibile in micro-traguardi d\u00e0 sicurezza e consapevolezza, rendendo gestibile ci\u00f2 che inizialmente appare inarrivabile. \u00c8 l&#8217;unico modo per attraversare lo spazio della fatica senza esserne schiacciati.<\/p>\n<h3>L&#8217;armatura invisibile: Vulnerabilit\u00e0 e alleati<\/h3>\n<p>Nonostante le imprese straordinarie, Ivana non nasconde la propria fragilit\u00e0. Parla del suo cuore operato e della sua gamba sinistra meccanica non come limiti, ma come parti della sua storia. In questa vulnerabilit\u00e0, emergono due pilastri della resilienza:<\/p>\n<ol>\n<li><b>Costruisci i tuoi alleati:<\/b> Nessuno vince da solo. Circondarsi di persone che supportano e offrono forza nei momenti di crisi \u00e8 essenziale. Gli alleati sono coloro che ti ricordano chi sei quando tu te ne dimentichi.<\/li>\n<li><b>Affidati al tuo mantra:<\/b> Nei momenti di massimo dolore, Ivana si \u00e8 aggrappata alla voce di sua madre: <i>&#8220;Sei una creatura meravigliosa&#8221;<\/i>. Questa frase non \u00e8 solo un ricordo d&#8217;infanzia, ma un&#8217;armatura invisibile contro la paura e il senso di inadeguatezza.<\/li>\n<\/ol>\n<h3>Conclusione: Dall&#8217;ordinario all&#8217;impossibile<\/h3>\n<p>L&#8217;esperienza di Ivana Di Martino ci insegna che la fatica non \u00e8 il segnale della fine, ma l&#8217;inizio di una nuova possibilit\u00e0. Il segreto risiede nella progressione citata da San Francesco d&#8217;Assisi: iniziare dal necessario, passare al possibile e, quasi senza accorgersene, trovarsi a compiere l&#8217;impossibile.<\/p>\n<p>Oggi Ivana \u00e8 scesa da quel &#8220;bollone rosso&#8221;, ma il suo messaggio resta. La fatica che provi oggi \u2014 nel tuo lavoro, nelle tue relazioni o nelle tue sfide personali \u2014 non \u00e8 un muro. \u00c8 lo spazio necessario per la tua evoluzione. \u00c8 il luogo dove decidi, finalmente, di <b>diventare chi vuoi essere<\/b>.<\/p>\n<p><b>Qual \u00e8 il piccolo passo, quella singola linea bianca, che puoi seguire oggi verso il tuo impossibile?<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre il limite: Cosa ho imparato sulla fatica correndo 160.000 chilometri C\u2019\u00e8 un paradosso profondo nel trovarsi di fronte a una donna che ha percorso&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":8217,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[877,1],"tags":[1143,1140,261,1141,609,118,1144,106,1142,458],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i2.wp.com\/www.licoaching.it\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image.png?fit=1731%2C909&ssl=1","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8216"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8216"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8216\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8218,"href":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8216\/revisions\/8218"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8217"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}