{"id":6301,"date":"2018-10-07T17:26:22","date_gmt":"2018-10-07T15:26:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/?p=6301"},"modified":"2019-10-10T22:38:25","modified_gmt":"2019-10-10T20:38:25","slug":"senso-di-controllo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/senso-di-controllo\/","title":{"rendered":"Il senso di controllo. Ecco come superare i propri limiti!"},"content":{"rendered":"<div style=\"position: relative; height: 0; padding-bottom: 56.25%;\"><iframe style=\"position: absolute; width: 100%; height: 100%; left: 0;\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7xfZuLCqf_g?ecver=2\" width=\"640\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<h1>&#8220;Se conquisti te stesso, allora conquisti il mondo&#8221; (Paulo Coelho).<\/h1>\n<h2>Il desiderio di sperimentare il <strong>controllo sull\u2019ambiente circostante<\/strong> \u00e8 innato nell\u2019essere umano.<\/h2>\n<p>Come ricorda Trabucchi, numerosi esperimenti in laboratorio hanno provato che negli animali l\u2019avere la sensazione di controllare una situazione, come ad esempio il passaggio di lievi scariche elettriche attraverso il pavimento di una gabbia, conduce ad uno stato di salute notevolmente migliore rispetto a quello dei loro simili che erano costretti a subire l\u2019evento in modo passivo.<br \/>\nAllo stesso modo, gli individui riescono ad affrontare anche difficolt\u00e0 ritenute insuperabili, quando hanno il <strong>senso di controllo<\/strong> del contesto in cui si trovano. La cosa importante, per\u00f2, non \u00e8 tanto l\u2019avere obiettivamente il controllo della situazione, quanto semplicemente esserne convinti profondamente.<\/p>\n<p>Per certi versi, si tratta anche qui di mettere in atto un\u2019efficace <strong>valutazione cognitiva<\/strong>, elemento che si interseca con tutti gli altri aspetti di una <strong>personalit\u00e0 resiliente<\/strong>. D\u2019altra parte, avere una buona <a href=\"https:\/\/www.licoaching.it\/web\/allena-lautoefficacia\/\">autoefficacia<\/a> aiuta notevolmente in questo caso, perch\u00e9 se un soggetto non \u00e8 convinto delle proprie possibilit\u00e0 e si sminuisce, difficilmente potr\u00e0 essere certo di avere il totale controllo di un evento, anche quando magari \u00e8 effettivamente cos\u00ec, e soprattutto non avr\u00e0 abbastanza fiducia in s\u00e9 per portare a termine il compito in maniera adeguata.<\/p>\n<h3>Avere il senso di controllo della situazione significa essere ossessivamente concentrati sui dettagli per non lasciare che nulla sfugga al proprio controllo.<\/h3>\n<p>Questo porterebbe inesorabilmente ad un crollo Psico-fisico nel momento in cui qualcosa dovesse andare storto.<br \/>\nAl contrario, <strong>un soggetto resiliente manifesta il proprio senso di controllo dimostrando una certa flessibilit\u00e0 di fronte agli inconvenienti che possono capitare<\/strong>.<br \/>\nL\u2019atleta deve comunque prendere le giuste precauzioni ed informarsi su tutto ci\u00f2 che potrebbe succedere durante la competizione, soprattutto quando si tratta di gare molto dure e complesse, come ultramaratone o gare nel deserto, ma deve essere consapevole che non tutto pu\u00f2 essere controllato e che quindi alcuni inconvenienti sono imprevedibili. <strong>Quindi le convinzioni individuali di controllo condizionano il risultato finale<\/strong>. Se si ritiene un obiettivo irraggiungibile non si riuscir\u00e0 mai a realizzarlo. La prima cosa da fare \u00e8 verificare sempre sul campo se veramente la meta fissata possa essere raggiunta o no.<br \/>\nSi pu\u00f2 mediare lo stress fisico avendo una convinzione di controllo: di fronte ad una difficolt\u00e0, se siamo convinti di essere in grado di controllare la situazione, sul piano fisico gli effetti di stress sono meno dannosi. Quindi ci\u00f2 che \u00e8 rilevante non \u00e8 il controllo effettivo ma la convinzione di avere tutto sotto controllo.<\/p>\n<h3>I limiti del proprio fisico, della propria mente, sono qualcosa con cui gli atleti si trovano molto spesso a confrontarsi.<\/h3>\n<p>Spesso si tende a sfidarli, a cercare di oltrepassarli. Ma per poter riuscire in un\u2019impresa \u00e8 bene conoscersi e a capire che a volte \u00e8 meglio rinunciare piuttosto che mettere a repentaglio la propria vita.<br \/>\n<strong>La forza di alcuni atleti<\/strong> che compiono imprese che sembrano impossibili anche solo immaginare <strong>\u00e8 proprio quella di voler superare i propri limiti<\/strong>, avendo la consapevolezza di non essere superuomini e che ogni risultato necessita della giusta preparazione psico-fisica. Con l\u2019allenamento adeguato, essi riescono a sopportare la fatica, le frustrazioni, le privazioni, non lasciandosi abbattere dai fallimenti, anzi interpretano le delusioni come occasioni per crescere e migliorarsi.<br \/>\nUn elemento fondamentale per riuscire a sviluppare questo atteggiamento \u00e8 dato dall\u2019ambiente culturale ed educativo in cui il soggetto \u00e8 cresciuto. Gli atleti pi\u00f9 forti sono riusciti a giungere alla concezione che per poter arrivare alla meta \u00e8 fondamentale impegnarsi a fondo e che quindi la sofferenza e la fatica fanno parte della vita.<br \/>\nHanno imparato che alcune cose sono impossibili da controllare e da evitare se si vuole raggiungere risultati grandiosi e che i fallimenti spesso dipendono da aspettative irrealistiche.<\/p>\n<p>Effettivamente <strong>la frustrazione nasce dalla discrepanza tra risultati ed aspettative<\/strong>.<br \/>\nQuando le attese sono troppo alte, \u00e8 facile che un esito negativo o che si discosta anche solo minimamente da quanto si era inizialmente previsto causi all\u2019atleta una forte delusione.<br \/>\nAl contrario <strong>adottare una visione realistica della situazione<\/strong>, che contempli gli inconvenienti e gli eventi negativi come altamente probabili, <strong>permette di anticipare la frustrazione<\/strong> e di prepararsi mentalmente e fisicamente ad affrontare le difficolt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Se conquisti te stesso, allora conquisti il mondo&#8221; (Paulo Coelho). 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